Mostra ”Around Overtourism” con opere recenti di Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Annamaria De Vito, Datlas Erre, Carmela Infante, Franca Lanni, Emanuela Loscanna, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello.
Domenica 19 Aprile 2026, alle ore 18.00, sarà inaugurata nell’accogliente centro d’arte “Il Castello”, Corso I Ottobre, 54 – Maddaloni (CE), la mostra curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello ”Around Overtourism” con opere recenti di Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Annamaria De Vito, Datlas Erre, Carmela Infante, Franca Lanni, Emanuela Loscanna, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez.
Interventi di Pino Cotarelli, Floria Bufano e Maurizio Vitiello.
Catalogo in distribuzione con contributi critici di Floria Bufano e Antonio Spagnuolo.
Nell’occasione sarà presentato anche il recente libro “Sguardi sul Contemporaneo 1” di Maurizio Vitiello, pubblicato da “la Valle del Tempo”.
Orario 10-12/17-20, tranne domenica e festivi; possibile visita anche
per appuntamento telefonando al 339.216.57.35.
Resterà aperta sino a sabato 2 Maggio 2026.
Scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello
Le opere di Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas,
Maria Pia Daidone, Annamaria De Vito, Datlas Erre, Carmela Infante, Franca
Lanni, Emanuela Loscanna, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis,
Roberto Sanchez saranno fruibili nell’esposizione “Around Overtourism” al
centro d’arte “Il Castello” di Maddaloni. Il
turismo globale, ormai corrente, se non imperversante, ha avuto, da alcuni
anni, una fortissima crescita, tranne durante il periodo nefasto del Covid,
accompagnando nutriti benefici economici, ma serba anche variegate problematiche
collegate a un’eccessiva affluenza in alcune zone ad alta sensibilità.
L’overtourism ha impatti ragguardevoli e altamente rilevanti sia
sulla qualità della vita dei residenti e sia sull’esperienza
turistica dei viaggiatori. Località iconiche, come Venezia e Napoli,
due esempi icastici in Italia, devono affrontare varie difficoltà legate
al sovraffollamento turistico. Le infrastrutture vanno sotto
pressione, si riscontra un aumento dei costi e viene “toccato” il patrimonio
culturale. Viaggiare è senz’altro un diritto, ma richiede, oggi, anche giuste
consapevolezze e sicure responsabilità. Gli artisti invitati hanno avuto motivi
per riflettere attivando considerazioni estetiche e sociali, secondo i propri
codici linguistici. Hanno sostanziato attenzioni sugli urti ambientali, su
possibili miglioramenti della gestione dei flussi turistici che potrebbero
servire per garantire un equilibrio tra sviluppo economico e conservazione
dei beni culturali. Questa mostra intende raccogliere, da alcuni qualificati
artisti, delle considerazioni sul fenomeno rilevante dell’overtourism, che a
ogni inizio di stagione estiva viene a emergere come condizione topica. E’
importante muoversi, viaggiare, conoscere altri emisferi, lidi, locations, ma
sarebbe il caso di muoversi da “viaggiatori” e non da turisti “mordi e fuggi”.
Il tempo è necessario per comprendere e soppesare usi e costumi, abitudini e
tempi degli altri popoli. “Metabolizzare” ciò diventa essenziale per entrare
nell’”esprit” del luogo
visitato, ma, anche, opportunamente, avveduti. Prendersi una pausa maggiore
sarebbe più conveniente per poter elaborare un vissuto partecipe colla terra
visitata. Certamente, bisogna rivedere i flussi turistici, specialmente per le
isole – leggi, ad esempio: Capri, Ischia, Procida -, meta di esuberanti
scie turistiche attirate da mete-top, ma anche per quelle città captative, tipo
Venezia, Firenze, Roma, Napoli, quest’ultima, formidabilmente, quasi in testa
alle mete preferite a livello mondiale, oggi “leader”, sicuramente, come
città-mondo, per la sua svolta attrattiva che attira, sempre più, in senso
esponenziale. L'overtourism o sovraturismo/iperturismo è un fenomeno
attuale per cui il numero di turisti in una destinazione “di grido” supera la
sua capacità di gestirli, compromettendo
negativamente la qualità e la tranquillità della vita dei residenti e
l'esperienza dei visitatori stessi, causando affollamento, degrado ambientale e
sociale, nonché una tirata tensione tra turisti e locali, spesso inasprita dai
social media e dall’indiscussa ed evidente crescita del turismo di massa. Verso l’estate non si fa altro che parlare
di overtourism, dato che mettono in luce due contraddizioni fondamentali:
da un lato, si suggerisce che molti turisti non traggano reale beneficio dal
viaggiare, come se fossero spinti da un bisogno superficiale o da una moda,
piuttosto che da un desiderio autentico di scoperta; dall’altro, si sottolinea
l’impatto negativo che l’afflusso di visitatori può avere sui luoghi stessi,
che perderebbero autenticità o equilibrio proprio a causa della presenza
turistica, insistita e fastidiosa. In questo senso, la breve frase “Il
turismo è un’industria che consiste nel trasportare delle persone che starebbero
meglio a casa loro, in posti che sarebbero migliori senza di loro”
sintetizza, efficacemente, tutte le critiche al turismo di massa, accusato di
snaturare le mete e di non arricchire realmente chi vi partecipa. Certamente,
bisognerebbe classificare e reggere il turismo attuale in sponde di contenute
consistenze. Regolare i flussi globalisti da indicazioni utili e restringenti è
necessario per alimentare concetti adesivi a una coscienza civile e per
regolare anche quegli algoritmi, che ora tradiscono andamenti clamorosi di
masse umane straripanti, ondivaghe e di torrentizia intensità.













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